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giovedì 2 febbraio 2012

Schifezze fresche di giornata

Non bastavano i treni fermi e le scuole chiuse per il freddo, le sciocchezze sulla noia del posto fisso, l'evasione fiscale, i (tanti) soldini presi dalle casse del partito dal tesoriere in un momento di necessita'.
Ci voleva anche un'altra bella sentenza della Cassazione. Ma si', stuprate e andate in pace.

mercoledì 5 agosto 2009

Mignotte dentro

C'era una volta un tale giornalista che un bel giorno invento' questa bella parola, MIGNOTTOCRAZIA. Una bella pensata, certo.  Una moderna definizione dell'attuale modalita' di governo della cosa pubblica in Italia, della quale Berlusconi si e' dimostrato principe e signore.  Non si potrebbe definire meglio lo stato della politica in Italia. Pero' io mi chiedo: perche' la colpa deve essere sempre di Eva, pure nelle definizioni? Chi e' questo tizio?  non e' forse quel tale giornalista anche onorevole,  l'ONOREVOLE Guzzanti, a suo tempo eletto nelle liste della Casa delle Liberta'?  Non era costui, non molto tempo fa, un fervente sostenitore dell'attuale Premier? cosi' solerte e fedele da imbastire insieme al sig. Scaramella, suo collaboratore, un dossier su misura per gettare fango su Prodi?  Questo e' quello che scriveva il Corriere della Sera il 30 novembre del 2006:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/11_Novembre/30/mitrokhin.shtml
PRODI E IL KGB - Appena quindici giorni prima, il 28 gennaio 2006, la commissione sta per terminare i lavori. La ricerca di informazioni sui leader della sinistra appare frenetica. Guzzanti chiama Scaramella e quest’ultimo gli dà le ultime notizie: «Il segnale che io ho avuto è questo, visto che non c’è un’informazione Prodi uguale agente del Kgb, ma parliamo di Friendly Relation, coltivazione, contatti...». Il senatore appare soddisfatto: «Coltivazione è abbastanza eh?». Il consulente conferma: «Eh sì. Per me è moltissimo però quello che ti dico che... non è la mia posizione. È quello che mi viene detto. A questo punto non pretenderete una dichiarazione da chicchessia che dica "Prodi è un agente" perché questo...». Poi conferma che sta ancora lavorando e rivela che le informazioni gli sono arrivate da un certo Alexander. Secondo le indagini, si tratterebbe proprio di Livtinenko. Guzzanti appare soddisfatto: «Ti ho sempre.. dal primo momento ti ho detto "accidenti questa è una bomba termonucleare... se è un bomba... se non è non è. Che devo fa’...». Poco dopo Scaramella gli chiede se ha «dettagli dell’incontro col Capo» e Guzzanti racconta: «La notizia ha avuto un forte impatto... quando vado da lui gli dico le cose a voce ma contemporaneamente gli metto sotto il naso un appunto scritto in cui ci sono le stesse cose... Io gli ho detto che il problema di questa faccenda è se poi andiamo a processo è una cosa che dobbiamo dimostrare ciò che diciamo e lui sorprendendomi un po’ ha detto: "Beh, un momento, intanto li costringiamo a difendersi". L’ho trovata una reazione estremamente positiva. È chiaro che se tu... lui oggi sta in Sardegna e poi c’ha una giornata terribile, poi stasera deve cenare con Bossi, quindi oggi non riesco amettergli il sale sulla coda...».



Nel gennaio 2008 la Giunta per le immunita’ parlamentari del Senato, rispondendo alle richieste del Gip di Roma, ritenne non utilizzabili in quanto illegali le intercettazioni telefoniche che riguardavano Paolo Guzzanti, tra cui quelle relative alle conversazioni con Scaramella.

Piu' tardi Scaramella fu condannato per una lunga sfilza di reati, tra i quali quello di calunnia. Lui ovviamente no.


Ora io mi chiedo: uno come Guzzanti non dovrebbe forse essere considerato di diritto un esponente di spicco della mignottocrazia? Perche' la ministra si', la D'Addario si',  e lui no? Non e' lecito sospettare che dietro tanto novello furore contro il premier si nasconda qualcosa? che so, una poltrona attesa e non ricevuta, o un  favore promesso e mai ottenuto? In fondo essere mignotte non significa necessariamente essere donne.

Essere mignotte e' una questione di natura. 



domenica 2 agosto 2009

I sottanoni e le pillole

Visto che e' domenica, e che ho un portatile nuovo di zecca da inaugurare, dedico il post di oggi ai sottanoni!! Li ho trascurati per cosi' tanto tempo, poveracci. Dunque oggi gli tocca.

La pillola abortiva ovviamente gli va di traverso. Ci mancherebbe. Le pillole a questi vanno sempre di traverso. Quella anticoncezionale perche' contro natura. Quella del giorno dopo perche' anche quella e' un aborto, almeno nelle intenzioni. La Ru 486 perche' e' roba da scomunica, una crepa nella civilta'. Addirittura.

Avevano gia' fatto uno sforzo immane , nelle ultime settimane, per condannare con discrezione e  senza lanciare strali  la Languida Mummia, alias il Premier. Il Pastore tedesco se ne era andato in vacanza, evitando di riceverlo urgentemente,  come richiesto senza troppi complimenti. I sottannoni erano stati tirati per la giacchetta dai cattolici insofferenti, quelli che di solito non vannoai family day. E dunque non si erano potuti tirare indietro. E cosi', piu' o meno apertamente, avevano condannato.  

Ma questa proprio non possono tenersela, e scatenano uno scandalo, devono farlo.  Perche' se una donna -in perfetta autonomia e secondo la legge ITALIANA, per motivi che solo lei sa e che ha tutto il diritto di mantenere riservati, visto che fanno parte delle faccende cosidette private e personali- , se una donna, dicevo, decide di abortire, deve penare. Cioe', non solo deve penare per la decisione presa e per trovare un ospedale e poi un medico che garantiscano il suo diritto di paziente, ma deve soffrire anche e il piu' possibile nel fare quel che deve fare. E non importa  se le statistiche dicono che la 194 ha fatto diminuire di molto il numero di aborti; non importa se prima di aborto si moriva spessissimo e oggi non piu'; non importa che gli aborti aumentino solo tra le extra-comunitarie clandestine;  non importa che la pillola in questione sia in uso da moltissimo tempo nel resto del mondo, e che consenta di intervenire nelle primissime fasi della gestazione. Importa che se una e' incinta soffra. Perche'  l'embrione, come dice anche MQ, ha un'anima, e dunque, da quel fatidico momento lei non ha piu' giurisdizione sul proprio corpo. Neanche se sta per morire. Neanche se ha 9 anni ed e' stata violentata dal suo patrigno. Infatti in quel caso i solerti sottanoni scomunicheranno non il patrigno, ma la mamma e i medici della bimba. Colpevoli di affermare quel diritto. E infatti i mezzi di contraccezione rimangono vietati da santa madre chiesa.

La faccenda e' tutta li'. Nessuna deve essere padrona del suo corpo e della sua vita. In Sudan ti frustano se indossi i pantaloni. Altrove devi nascondere il volto. Altri sottanoni cosi' vogliono e legiferano. Qui, dipendesse da loro, non useresti un condom, ne' qualsiasi tipo di pillola. Ed eccoli che tirano le orecchie a quella parte del governo che non si oppone con sufficiente forza alle leggitime decisioni di un organismo terzo. E ovviamente non poteva mancare l'invito ai medici a fare obiezione.

Molti medici non si tireranno indietro. Pare che gli obiettori siano gia' il 70%.  Una cifra scandalosa, se si pensa che impedisce l'applicazione di una legge, oltre che l'esercizio di un diritto. Non so perche' queste cifre siano possibili solo in Italia. Tendo a pensare che la coscienza religiosa c'entri ben poco, e che si tratti piuttosto di un tentativo di evitare il lavoro sporco. In fondo se un collega obietta e io no, parte del suo lavoro tocchera' a me, o no?  E per cosa, per farsi guardar male dal primario?

Se poi il governo facesse uno sforzo cercando in qualche modo di mettere i bastoni tra le ruote alla pillola, o magari alla legge 194, sono sicura che un certo peccatore, reo confesso, anche se per niente pentito,  se ne gioverebbe. In fondo pare che anche Qualcun Altro frequentasse le prostitute, sia pure con intenzioni pure... e chi siamo noi per giudicare le intenzioni di chiccessia?

giovedì 26 marzo 2009

Circo DAT

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Cornuti e contenti: cosi’ si dice dalle mie parti, riferendosi alle corna matrimoniali e non solo, contenti e gabbati. I gabbati in questo caso sono tutti quelli che pensano che ognuno abbia diritto di rifiutare un qualsiasi trattamento sanitario. Questo diritto e’ garantito dalla Costituzione, e difatti sono noti ormai diversi casi di persone che hanno rifiutato un trattamento sanitario, per esempio una amputazione, pur andando incontro a morte certa. Dunque il diritto esiste, almeno fin quando siamo capaci di intendere e di volere. Ma se un incidente ci riduce in fin di vita o se stiamo morendo di tumore in un letto d’ospedale, o se una malattia gravemente invalidante ci impedisce di esprimerci dovrebbero venirci incontro l’umanita’ di chi ci sta accanto, e la buona fede e la professionalita’ dei medici. “Bisogna prepararsi al peggio”, mi disse il cardiologo che assisteva mia nonna in ospedale, una vita fa.  E io capii, non ci voleva molto. Del resto ormai non beveva neanche piu’. Nessuna flebo, nessun sondino, nessun elisoccorso le avrebbe restituito la vita che se ne stava andando.  Altre volte i medici ti dicono “portatelo a casa” e tu sai che e’ giusto cosi’, che non c’é altro da fare.  Se sei credente penserai “e’ tornato alla casa del Padre”, e se non lo sei, penserai che i fiori nascono anche nei cimiteri, non siamo forse polvere? Ma alle volte le cose non vanno cosi’, e capita di dover rimanere in ospedale, anche con un cervello in necrosi o un fegato mangiato dal tumore, o attaccati al respiratore, o al sondino, che non ci possono togliere. Vuoti normativi, malafede.

Noi avevamo, e a volte abbiamo ancora una certa idea di vita e di morte, di inferno e di paradiso; ma per ragioni del tutto al di fuori del nostro controllo quelle idee non valgono piu’, perche’ esiste una data di scadenza anche per quelle, e noi non la conoscevamo, e cosi’ siamo rimasti con questo bel pacco di futura polvere in mano, aspettando che la natura faccia il suo corso nonostante le macchine, a volte pregando perche’ accada. Non possono ancora dichiararci morti, anche se sanno che non potremo piu’ tornare a funzionare come prima, mai piu’. E dunque  insistono a chiamarla vita, anzi Vita, amano le maiuscole, lor signori. E se un papa’ coraggioso ottiene tante sentenze e puo’ seppellire sua figlia, circondato dall'affetto di un intero paese, lor signori fanno quel che funziona sempre in tempi di vacche magre: organizzano un circo. Il grande circo DAT e’ arrivato in citta’, venite, venite!  Cosi’ possiamo sentire uno come Gasparri che parla di Difesa della Vita. Propongo la sua beatificazione ante mortem, cosi’ un giorno qualche malato potra’ mettere la sua immagine con tanto di aureola sul capezzale, accanto a quella di padre Pio, della Madonna, o di Sacconi.  Tanti illustri onorevoli discettano di cosa mettere e cosa togliere nella futura legge, e ci dicono che se vogliamo proprio essere sicuri di vedere rispettate le nostre volonta’ dobbiamo addirittura andare dal notaio ogni 3 anni,  e che non dobbiamo avere paura, tanto per salvaguardare la nostra Vita comunque la nostra dichiarazione di volonta’ non sara’ vincolante.  Evviva! Manca solo che si accenda la luce, come in TV.  " Cornuti: APPLAUSI!!! "

lunedì 16 marzo 2009

Facce di bronzo a Cernobbio

I commercianti costituiscono un pubblico plaudente e Lui, isso, quello Unto, con la faccia al posto del culo insiste: «C’è il passaggio della presentazione del decreto al Capo dello Stato ma questa è una prassi non è la Costituzione. Nei fatti il Presidente dovrebbe solo firmare il provvedimento per la presentazione in Parlamento. L’interpretazione dell’articolo della Costituzione che affronta l’argomento non lascia dubbi. Recita: il governo decide i requisiti d’urgenza sotto la sua responsabilità. Ma questa responsabilità del governo viene meno se c’è il potere di un’altra istituzione, il capo dello Stato, che giudica se il decreto ha i requisiti di necessità e urgenza. Ecco perché secondo me anche per l’attuale Costituzione è il governo a decidere sui decreti».

Certo, Altezza, come no. Eppure io ricordo vagamente qualcosa di diverso.... 

Articolo 76 

L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato [cfr. art. 72 c. 4] al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti. 

Articolo 77  

Il Governo non può, senza delegazione delle Camere [cfr. art. 76], emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni [cfr. artt. 61 c. 2, 62 c. 2].

I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.   

Art. 87

Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.

Può inviare messaggi alle Camere.Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.

Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Presiede il Consiglio superiore della magistratura.

Può concedere grazia e commutare le pene.

Conferisce le onorificenze della Repubblica. 

Articolo 89 

Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
 
  

giovedì 26 febbraio 2009

Con le palle e con le zizze

No, non e’ mia intenzione inaugurare una sezione pornografica del blog.

Ma la nostra lingua e’ alquanto maschilista, e la prova delle prove e’ che tutte le volte che si vuol indicare l’avere carattere si dice ‘mostrare/avere/essere con le palle’. Come se a noi donne, essendo’a-palliche’ (si dira’ cosi’?) mancasse l’organo anatomico destinato per eccellenza alla personificazione del carattere.

Eppure mia nonna, che era una tosta e pettoruta, diceva che lei era venuta su cosi’, prima le zizze (cioe’ le tette), e poi il resto, e che prima di vedere la sua faccia si vedevano spuntare loro, le zizze. E lei era una di quelle con la schiena dritta e senza peli sulla lingua, una di quelle che non la mandano a dire. Insomma, una che di palle non aveva proprio bisogno.

Quello qua sotto e’ il link della lettera aperta che Veronesi, Camilleri, Rodota’ e Flores hanno indirizzato a Franceschini dalle colonne di Micromega. Una gran bella lettera, senza giri di parole, con palle e zizze, carattere, schiena dritta e tutto l’armamentario del caso. Esprime quello che molti di noi sentono, e, almeno in questo particolare caso, quello che la maggioranza del paese capisce. Perche’ anche se si e’ evasori fiscali, si vota Berlusconi e si fa finta di essere cattolici D.O.C., si soffre ci si ammala e si muore esattamente come tutti gli altri.

Ora, io non voglio addentrarmi in considerazioni di carattere anatomico riguardanti i leader passati, presenti e fururi del PD o della sinistra italiana; sono gia’ stati invitati a ‘tirarle fuori’ e finora, in verita’, non se ne e’ proprio vista l’ombra. Ma fossi in loro studierei quella lettera con molta attenzione, non fosse altro che per spirito di autoconservazione.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/lettera-aperta-allonorevole-franceschini/

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domenica 22 febbraio 2009

Ce ne eravamo accorti da tempo...

Franceschini: ''ha in mente un paese in cui il potere viene sempre più tacitamente concentrato nelle mani di una sola persona. Questo è contro la Costituzione a cui lui ha giurato fedeltà"

Non e' mica una novita', no?

venerdì 13 febbraio 2009

l' oscurita' avanza...

Ho appena trovato questo video sull'Espresso, e precisamente sul blog di Gilioli. Poi ho anche sentito da Raperonzola che l'onorevole Roccella dice che nessuno ha il diritto di morire. E poi ho anche sentito che quello scorfano indegno di Wilders, forse il peggiore parlamentare olandese, non e' stato fatto entrare in Inghilterra, ma probabilmente verra' in Italia il prossimo 19 febbraio. Dubbio di fine giornata: perche' ci tocca solo la merda? e perche' in questa quantita'? Onorevole D'Alia, cosa fa, adesso? mi oscura? Non voglio mica offendere le istituzioni, io. Se ho dato questa impressione me ne scuso, eh...

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venerdì 9 gennaio 2009

Diamo un vitalizio a Gelli, gia' che ci siamo...

Ieri, leggendo Repubblica, ho avuto notizia di questa faccenda qui: 

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/proposta-rsi/proposta-rsi/proposta-rsi.html 

Si tratta di una proposta di legge del PDL (precisamente del Nuovo Psi). Il disegno di legge 1360 avrebbe il fine di istituire l’Ordine del Tricolore, con relativo assegno vitalizio da assegnare non soltanto ai partigiani, ma anche ai repubblichini di Salo’. “L'istituzione dell'«Ordine del Tricolore» -cito testualmente il disegno di legge- deve essere considerata un atto dovuto, da parte del nostro Paese, verso tutti coloro che, oltre sessanta anni fa, impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della «bontà» della loro lotta per la rinascita della Patria”.

E ancora: “...nello smarrimento generale, anche per omissioni di responsabilità ad ogni livello istituzionale, molti combattenti, giovani o meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e «imperiale» del ventennio, ritennero onorevole la scelta a difesa del regime, ferito e languente; altri, maturati dalla tragedia in atto o culturalmente consapevoli dello scontro in atto a livello planetario, si schierarono con la parte avversa, «liberatrice», pensando di contribuire a una rinascita democratica, non lontana, della loro Patria. Solo partendo da considerazioni contingenti e realistiche è finalmente possibile quella rimozione collettiva della memoria ingrata di uno scontro che fu militare e ideale, oramai lontano, eredità amara di un passato doloroso, consegnato per sempre alla storia patria.
Questo progetto di legge è coerente con la cultura di pace e di pacificazione della nuova Italia, post-bellica, repubblicana e democratica; memore delle distruzioni morali e materiali provocate dal conflitto mondiale; orgogliosa della rinascita operata dalla laboriosità del suo popolo; rinnovata nelle istituzioni di una classe dirigente espressa per la prima volta dal popolo, libero e sovrano; consapevole della necessità di rimarginare le ferite di un passato tragico e cruento nell'interesse dell'intera collettività. Per queste considerazioni, attribuiamo al progetto di legge in esame un forte valore simbolico e sociale, che valga a superare tutti gli steccati ideologici che hanno reso difficile per troppi anni la possibilità di riconoscere socialmente i meriti e il sacrificio di coloro che hanno combattuto consapevolmente per il Tricolore”.
 

Insomma: un bel colpo di spugna, e tutti insieme appassionatamente. Ma che cosa carina, via! Tutti eroi, una integrazione alla pensioncina, e non se ne parli piu’. Avrebbero potuto fare una bella leggina per dare il vitalizio a Licio Gelli, gia’ che c’erano.  Peraltro il signore in questione aderi’ alla repubblica di Salo’, dunque se la legge va in porto magari il vitalizio gli spettera’ di diritto.  

Allora, cari signori fascisti di questo governo, ho qualcosa da dirvi: io la storia l’ho studiata a scuola, e non ho proprio intenzione di rimuovere un bel niente dalla mia memoria. Questo vostro progetto non ha NULLA, ma proprio nulla a che fare con la cultura di pace del nostro paese. E’ inutile che tentiate di fare di tutte l’erbe un fascio. Chi ha avuto la fortuna di ascoltare un nonno, e anche solo di prendere un libro di storia in mano SA come sono andate le cose.  Fatevene una ragione. Potrete anche fare tutte le leggi ad personam che volete per tutelare quel fenomeno da baraccone che e’ il nostro presidente del consiglio. Ma la memoria storica NON LA CANCELLERETE MAI.  

giovedì 11 dicembre 2008

Frittate mafiose

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E’ da un po’ che ci provano, anni, a ben vedere.  Ne parlano, infilano un commento qui, poi smentiscono, poi chiedono “collaborazione”, poi fanno gli offesi che con questa sinistra non possono lavorare. Accusano la sinistra di avere una questione morale da risolvere (un po’ come il bue che dice cornuto all’asino, a ben vedere). E invocano le mani libere, nel nome del popolo sovrano che li ha eletti, manco se il voto fosse un assegno in bianco.

La tecnica va sotto il  nome di “rivoltare la frittata”.

La riforma della giustizia e’ indispensabile, dicono, perche’ i cittadini devono aspettare anni per vedersi riconosciuta un po’ di giustizia, i processi durano decenni, i malfattori sono fuori dopo due giorni, etc etc etc. Tutte cose verissime, ma che non c’entrano un tubo con quella parte del progetto eversivo che fu, molto tempo fa, della P2 di Gelli (quello che ora appare in TV a dare la sua versione della storia italiana): la separazione delle carriere. Provate a chiedere al vicino di casa e vedete se vi sa dare una spiegazione che sia una (non uno slogan preconfezionato) del perche’ questo avrebbe influenza sui citati problemi della giustizia. Ne ha scritto oggi assai bene Ezio Mauro su Repubblica (http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/giustizia-4/commento-mauro/commento-mauro.html).  

Il fatto e’ che l’indipendenza della magistratura, sancita dalla Costituzione,  a certuni da’ fastidio. E non voglio difendere la magistratura nelle sue manifestazioni di becera inefficienza in questi giorni sotto gli occhi di tutti.

Voglio riflettere sul fatto che se il costituente ha sancito l’indipendenza  della magistratura dal potere politico un motivo ci sara’ stato.

Pensiamo per esempio al regime degli ayatollah: nacque come rivoluzione islamica, per restaurare la giustizia e rovesciare il tiranno, accusato di essere il burattino degli Stati Uniti; e uno dei primissimi provvedimenti del nuovo governo fu quello di istituire le corti islamiche, che mandarono a morte senza troppi complimenti tutti gli oppositori che capitavano a tiro, ovviamente in nome di Allah e del popolo sovrano che quell’assegno in bianco aveva firmato. Via i vecchi tribunali, via qualsiasi garanzia di giustizia, dentro i nuovi giudici, piovuti dal cielo. Con i risultati che tutti conosciamo.

In Italia la magistratura e’ stata creata indipendente proprio per evitare qualunque tipo di controllo politico su di essa.

 Immaginiamo ora per un attimo un mafioso che, per investitura popolare, diventi senatore,  e magari poi ministro. Non e’ uno scenario impensabile (lo sarebbe solo in un paese normale, e l’Italia ha ormai rinunciato a questo tipo di normalita’). Esistono diversi parlamentari con la fedina penale non proprio immacolata, e sappiamo anche che noti mafiosi sono stati definiti eroi da membri del parlamento che dal canto loro avevano avuto seri problemi con la giustizia, nonche’ dall’attuale presidente del consiglio, che questa volta non si e’ neanche disturbato a smentire. Eminenti membri dell’attuale governo ci spiegano che per rendere la giustizia migliore, dunque nell’interesse dei cittadini, le carriere devono essere separate;  essendo inoltre cosi’ tanti i reati commessi sara’ il governo a  formulare una sorta di lista delle urgenze, ad uso e consumo dei pubblici ministeri. I pubblici ministeri non sarebbero piu’ parte della stessa magistratura, ma diventerebbero un corpo a parte, presumibilmente sotto diretto controllo del governo. Poniamo dunque il caso che  il ministro Tal dei Tali avesse a cuore i risultati elettorali  di un certo collegio in Mafialandia, collegio che sostiene il suo governo, e quindi anche lui, con un cospicuo numero di voti. Supponiamo che alcuni eminenti candidati di quel collegio avessero qualche problemuccio di collusioni malavitose e che vi fossero delle indagini in corso. In un paese normale il pubblico ministero potrebbe e dovrebbe procedere contro di loro. Ma cosa succederebbe se ,  per caso, le priorita’ segnalategli dal ministro fossero altre?  I rumeni, per esempio, o i cinesi.  Giureremmo sull’imparzialita’ di quel ministro o saremmo invece indotti a sospettare che Tal dei Tali abbia formulato una lista di priorita’ per  suo esclusivo interesse? E in una ipotetica consultazione popolare sull’argomento, come voterebbero, secondo voi, i mafiosi di Mafialandia?

mercoledì 19 novembre 2008

Cara signora...

Cara signora,

Lei forse non lo sa, ma in giro si dice che la madre dei cretini e’ sempre incinta. Ecco, io vorrei invitarla a darsi una regolata al riguardo. Oggi due dei suoi figliuoli hanno inviato dei pacchetti alquanto macabri ad alcuni giornali di Palermo. I pacchetti contenevano delle bambole insanguinate e interiora di animali, con questo messaggio: «Avete provato orrore e sconcerto nell'aprire questo pacco? Vi ha turbato la vista di un bambolotto fatto a pezzi, deformato e imbrattato di sangue e frattaglie di animale (regolarmente acquistati in macelleria)? Ve lo abbiamo spedito proprio per risvegliare in voi simili indignate sensazioni. Vogliamo ricordarvi che - nel caso lo aveste dimenticato - ormai da trent'anni, in Italia l'aborto 'legale' riserva la stessa sorte del bambolotto a 5 milioni di vittime innocenti fatte a pezzi nel ventre della madre. Siamo di fronte a un genocidio legalizzato! Abrogare la 194! Fermare la strage di innocenti!». Il leader di Forza Nuova, un altro dei suoi figliuoli, ha rivendicato l’ atto e ha pure dichiarato che non di intimidazione si tratta, ma di un modo per riaprire il dibattito sulla 194. Ora vede, cara signora: io ignoro i motivi che a suo tempo l’avranno indotta a non servirsi della 194. Lo so, a volte il condom si rompe pure, come no, e la pillola puo’ essere fastidiosa. Ognuno fa le sue scelte, e ci mancherebbe. Ma vede, lei ne ha messi al mondo un bel po’, e magari non ha molto tempo per pensare alla loro educazione, pero’ insomma... dovrebbe occuparsene, ecco. La gente comincia a lamentarsi, partono le denunce e poi quella che finisce sui giornali e’ lei. Perche’ vede, in questo porco mondo la colpa e’ sempre di Eva. Per esempio il suo figliuolo ha pure detto che l’iniziativa e’ stata delle donne di Forza Nuova. Per carita’, non mi aspetto molto buon gusto dalle aderenti a FN, ma un pelino in meno di truculenza rispetto ai loro colleghi si’. E che siano stati i suoi figliuoli o le sue figliuole a spedire i pacchetti poco importa: una tiratina d’orecchi ogni tanto ci starebbe. Anche perche’, vede, le leggi dello Stato sono quelle che sono. A volte piacciono, altre no, ma la civilta’ di un paese comincia dal loro rispetto, un po’ come a casa. Mica consentirebbe ai suoi figliuoli di mandarle pacchetti disgustosi quando lei, che so, non cucina il loro piatto preferito? Lo so, l’ argomento e’ difficile. Magari potrebbe cominciare a raccontare loro che la 194 e’ legge dello Stato da molto tempo, e che e’ passata indenne anche da un referendum abrogativo; che un panciuto signore che aveva fatto di questa faccenda il suo cavallo di battaglia e’ stato miseramente trombato alle ultime elezioni; e che insomma, a nessuna piace abortire e nessuna viene costretta, come la sua lunga vita di madre dimostra, ma che in un paese libero si puo’. E non saranno certo i suoi figliuoli a impedirlo, perche’ questo paese va avanti anche senza di loro. E stia attenta, sa, se qualcuno si incazza prima o poi li mena.

Cordiali saluti

domenica 2 novembre 2008

Tanto per farsi un'idea...

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lunedì 20 ottobre 2008

Schifezze

Ieri ho cominciato a prendere confidenza con i widget e le immagini sulla barra laterale. Oggi quel che avevo sistemato ieri sera e’ andato a finire in fondo alla pagina. Devo capire ancora come funzionano, e mi riprometto di occuparmi del banner per Saviano piu’ tardi. Intanto ho firmato l’appello su Repubblica.E colgo l’occasione per dire che forse come cittadina di un paese dove personaggi come questi ... 

              
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.... ricoprono ( o sono candidati ad occupare) alte cariche istituzionali non dovrei sorprendermi se uno come Saviano viene minacciato di morte da un camorrista, e si sente, si avverte nell’aria che lo Stato non fa quadrato attorno a lui. Invece mi sorprendo, mi vergogno, mi indigno. E dico che in un paese civile questo non dovrebbe succedere. Perche’ la mafia, comunque la si chiami, e’ merda, e ci sporca tutti.